Il silicone è un materiale composto da molecole inorganiche che nascono dalla combinazione di silicio e ossigeno. Versatile e pratico, fa al caso sia di chi intende svolgere dei piccoli lavori fai-da-te sia dei professionisti. Tant’è che il suo utilizzo è diffuso in vari settori, tra cui l’edilizia, la cosmetica e il comparto industriale. 

Per risalire alla prima comparsa del silicone bisogna tornare indietro nel tempo. Correva il 1940 e, oggi come allora, le caratteristiche intrinseche le valsero il favore di molti. In tutte le cassette di lavoro si rivelò uno strumento tanto essenziale quando necessario.

Il primo vantaggio da evidenziare è senza dubbio la praticità di applicazione; che lo rende consono sia al personale competente sia al cliente privato e meno esperto. La seconda particolarità consta nella capacità di resistere ai raggi ultravioletti, agli agenti atmosferici e all’umidità. La terza proprietà è quella dell’inalterabilità: quando entra a contatto con agenti esterni il silicone conserva il suo stato. Infine, quarta e ultima qualità degna di nota è l’estrema duttilità. Si presta, ossia, agli usi più disparati. 

Silicone: gomme, oli e resine

In base alla composizione chimica, i siliconi sono suddivisibili in:

  • gomme;
  • oli;
  • resine. 

Le gomme al silicone hanno la peculiarità di essere assai flessibili. Di conseguenza, trovano vasta applicazione nella produzione di guarnizioni di tenuta e in ambito artistico quale materiale da duplicazione.  

Gli oli al silicone godono della (meritata) fama di ottimi isolanti termici. Sono idrofobi e completamente inerti all’attacco chimico, ma soprattutto sono atossici. Quindi l’impiego è prevalentemente consigliato nel contesto tessile e in quello farmaceutico per la fabbricazione di creme. 

Le resine al silicone risultano principalmente apprezzate nel campo industriale ed edilizio per via della resistenza alle intemperie, alla luce solare e alle radiazioni. 

Acetico e acrilico: cosa scegliere?

Affinché il silicone dia il meglio di sé è fondamentale individuare la tipologia migliore a seconda della circostanza. In commercio ne esistono vari, ma attualmente vanno per la maggiore l’acetico e l’acrilico (oltre al neutro) universale. 

In ambito domestico il più popolare è il silicone acetico universale. È l’ideale per le operazioni di sigillatura di alluminio, bagni, ceramica, cucina e piastrelle. Fa sicuramente al caso di chi deve:

  • sigillare il proprio box doccia; 
  • fermare gli spifferi d’aria provenienti da una finestra;
  • fissare delle mensole al muro.  

Inoltre, c’è la possibilità di esprimere una preferenza tra le tonalità bianca, nera o trasparente. 

Se c’è la necessità di incollare o sigillare del materiale poroso conviene orientarsi sul silicone acrilico universale. Una variante pensata appositamente per essere adottata su terrazzi, pavimenti, cartongesso e, in genere, nell’edilizia. Reperibile in commercio nelle cromature bianca o grigia, una volta asciutto può essere solitamente verniciato. 

Tirando le somme, il silicone acetico è perlopiù adatto in una residenza privata per le operazioni di fissaggio e sigillatura. L’alternativa, il silicone acrilico, strizza l’occhio ai businessman, ai grandi capi d’industria, mentre fanno innalzare nuovi complessi abitativi. 

Silicone: come applicarlo

Ora, dopo aver spiegato le proprietà cruciali del silicone e delle molteplici opzioni disponibili, qual è la fase successiva? Chiaro: l’acquisto e il ricorso. In questo paragrafo eviteremo di dilungarci particolarmente, poiché è quasi sempre più opportuno chiamare esperti. Personale qualificato, in possesso della formazione tecnica e pratica sul campo. Come al solito, il rischio è di fare un cattivo lavoro. Magari non sarà nulla di irreparabile, ma affidarsi alla buona sorte e improvvisarsi abili non è mai una valida strategia. 

Comunque lo step numero 1 è una perfetta pulizia della superficie da detriti e polvere, prima di accingersi ad applicare il silicone. Esclusivamente in questa maniera, infatti, sarà possibile garantire la massima efficacia del prodotto. Oltre a ciò, è importante togliere con un piccolo coltello o una spatola lo stucco o l’eventuale silicone messo precedentemente. Occorre che sia prestata la massima attenzione riguardo alle zone adiacenti, da proteggere con un nastro adesivo. Per questioni di sicurezza è indicato indossare dei guanti di gomma. 

In seguito si taglia la punta del tubo in cui la cartuccia è contenuta e vi si avvita l’apposito beccuccio. Favorisce una corretta esecuzione la pistola per siliconi, che ne consentirà del prodotto in modo uniforme. Conclusa l’operazione, si toglierà subito il nastro adesivo posizionato e si rimuoveranno gli eventuali residui di silicone sigillante con un panno inumidito in acqua. Basta attendere l’asciugatura e la missione è compiuta.