esempi cartongesso
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Cartongesso: composizione

Prima di parlare di cartongesso è opportuno descrivere da cosa è composto. Il gesso è un minerale presente in natura che viene estratto da giacimenti di antichi fondali marini, utilizzato come materia prima per la produzione nei siti industriali, ed anche nel settore agricolo. Oltre l’80% del gesso estratto viene adoperato in prodotti manufatti come il cartongesso. Il gesso possiede molte caratteristiche che lo rendono un materiale interessante per costruire. Può essere bagnato così da formare una pasta da applicare direttamente sulla superficie di una struttura ed è possibile modellarlo nella forma desiderata; tende ad indurire dopo l’essiccazione ed è resistente al fuoco. Durante un incendio, ad esempio, le molecole d’acqua presenti nella struttura cristallina del gesso, tendono ad evaporare. Un’evaporazione che richiede tempo e che rallenta l’avanzamento delle fiamme. Durante questo processo si forma inoltre uno strato di cartongesso disidratato che agisce da isolante, perché l’aumento di porosità significa minore conduzione termica rispetto al gesso allo stato “normale”.

 

Cartongesso ignifugo: definizione e significato

Il cartongesso ignifugo, rispetto a quello tradizionale, ha una marcia in più per quanto concerne la protezione dal fuoco. Le lastre ignifughe sono composte infatti dal cosiddetto gesso emidrato cioè parzialmente disidratato il cui interno è rinforzato con la presenza di fibre di vetro, perlite e vermiculite. Queste lastre hanno uno spessore di 13 mm e peso che può superare di poco i 10 Kg/mq. Molto utile per rivestire pareti, per insonorizzare o per isolare termicamente gli ambienti domestici, realizzare semplici pareti divisorie o per realizzare i controsoffitti, il cartongesso ignifugo rappresenta un’utile soluzione per garantire una maggiore protezione della nostra casa o dell’ufficio dallo scoppio di eventuali incendi.

Possono essere utilizzate per rivestire pareti già esistenti, sia in muratura tradizionale che in costruzioni leggere, che per realizzare pareti leggere resistenti al fuoco (per ragioni di sicurezza, gli ambienti aperti al pubblico devono essere compartimentati con questi pannelli per creare corridoi di fuga in caso d’incendio). Bisogna specificare però che il cartongesso ignifugo può resistere al calore e all’esposizione diretta alle fiamme per periodi di tempo più o meno lunghi (esiste una classificazione) superati i quali, comunque, inizia il suo sfaldamento. Infatti, quando si parla di protezione REI 120, significa che la protezione in oggetto deve resistere al fuoco per almeno 120 minuti.

 

Come riconoscere il cartongesso ignifugo

Sebbene qualcuno consigli di individuare delle lastre di cartongesso di colore rosa (quello ignifugo ha solitamente questo colore), basarsi esclusivamente sul colore è veramente riduttivo perché sul mercato sono presenti lastre di cartongesso ignifugo di differenti tonalità. Per capire se si è di fronte ad un tipo ignifugo bisogna leggere con attenzione la scheda tecnica del prodotto, in cui è riportata la classe (euroclasse) di reazione al fuoco del materiale. Nel caso del cartongesso ignifugo le classi possibili sono A1 e A2, ovvero quelle che comprendono i materiali incombustibili. La classe di appartenenza è assegnata in base a delle proprietà come la non-combustibilità, la diffusione delle fiamme, l’accendibilità, il potere calorifico e la produzione di fumo e di gocce ardenti.