Buone notizie per l’edilizia con un maxiemendamento approvato al Senato al Decreto Cura Italia con cui si impone ai committenti privati di pagare i lavori già eseguiti.

Questo maxiemendamento proroga la validità dei titoli abilitativi e dei certificati, ma anche il termine per la conclusione e l’avvio dei lavori. Con la nuova norma, si cerca di dare una risposta alle difficoltà che gli operatori del settore edilizio stanno riscontrando per la diffusione delle misure di contenimento per l’emergenza Coronavirus. In molti casi, i privati hanno previsto la sospensione dei lavori per difficoltà a proseguire tali attività.

Maxiemendamento cura Italia le novità

Il maxiemendamento al Cura Italia, dà la possibilità alle imprese di ricevere una boccata di ossigeno. Nei contratti tra privati dal 31 gennaio fino al 31 luglio 2020, i committenti devono pagare almeno quelli eseguiti fino alla data di sospensione. Si cerca di aiutare queste aziende che altrimenti potrebbero avere serie difficoltà di natura economica. Tutti i certificati, concessioni, attestati, permessi e atti abilitativi, nonché i termini di ultimazione dei lavori e di inizio, che sono in scadenza al 31 luglio andranno a valere per 90 giorni dopo la dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza. Un provvedimento molto importante, quindi per aiutare il settore.

Le proroghe e le responsabilità del settore edilizia

Intanto nel maxiemendamento approvato al Senato, tra i certificati che avranno una proroga c’è anche il documento unico di regolarità contributiva, Durc. In più, sono attenuate le responsabilità delle imprese per i ritardi nelle consegne. La sospensione riguarda anche chi ha avuto problemi a approvvigionarsi delle materie prime, potrà usufruire di questo scudo. In queste ore, si cerca di dare una risposta ad un settore che è stato gravemente danneggiato dalla presenza del Covid 19 e dalle misure restrittive messe in campo dal Governo.