Appalti pubblici: servono delle misure specifiche in virtù dell’emergenza per la diffusione del Coronavirus.

Gli appalti pubblici e garantiscono delle misure ad hoc per contrastare l’emergenza dovuta alla diffusione del Coronavirus. UNICMI chiede infatti, al Governo un’anticipazione ed un aumento della prima rata del contratto. Aumentare e anticipare al 30% la prima rata sul prezzo contrattuale per tutti i contratti esistenti, nonché la proroga delle scadenze nei contratti ed un ristoro per le imprese del settore delle costruzioni. Si tratta di provvedimenti, secondo le associazioni categoria, molto importanti. In questo periodo infatti, il settore della costruzione sta affrontando oneri molto alti.

Liquidità e incertezza delle aziende, il settore appalti pubblici

Con lo stop ai cantieri, molti appalti pubblici è molto in difficoltà per assicurare certezza e liquidità nelle aziende che hanno soprattutto dei contratti con gli enti pubblici. In questo settore, infatti, le imprese si trovano comunque in serie difficoltà per quello che sta succedendo e lo stop alle attività. Quello che è certo è che si chiede al Governo di mettere in campo tutta la liquidità possibile le imprese anticipando anche l’erogazione della prima rata. In particolare, si lavora per cercare di aumentare la prima rata dal 20 al 30%, in modo tale da dare un po’ di ossigeno a queste attività che stanno subendo una grave difficoltà economica.

Le altre misure per i cantieri

Tra le altre misure previste per i cantieri, anche una proroga delle scadenze temporali nei contratti pubblici di appalto e cercare di considerare le difficoltà dovute all’assenza di mascherine da parte delle aziende fornitrici. In generale, si parla di una proroga di almeno 30 giorni e per vedere anche all’interno dei contratti, dei maggiori oneri a carico delle imprese dovute al fatto che comunque bisogna rispettare nuove normative per prevenire la diffusione del contagio da Coronavirus.