serre verticali

Enea decide di presentare un progetto in collaborazione con idromeccanica Lucchini per trasformare gli edifici storici abbandonati in serre verticali. Molto spesso questi magazzini o le caserme sono senza uno scopo.

L’idea è di riqualificare tali edifici creando serre verticali a coltivazione idroponica, ovvero fuori dal suolo. In tal modo si riuscirà a dare una nuova vita a questo tipo di edifici. Inoltre sarà garantito un lavoro senza un uso eccessivo di pesticidi e anche consumando l’acqua al minimo. Il progetto si chiama Ri-genera ed è promosso in Veneto da Enea insieme a Parco scientifico e tecnologico Galileo. Coldiretti Padova, Idromeccanica Lucchini SpA, Advance srl e Gentilinidue.

Il progetto per le serre verticali

Il progetto per fare delle serre verticali all’interno di strutture abbandonate è basato sul sistema Arkeofarm. Nella serra si utilizzano le tecniche idropiniche strutturando una coltivazione con sistemi robotizzati che lavorano nel processo di raccolta di semina.

La serra è concepita come un elemento completamente innovativo che si trova in edifici storici, quelli senza particolari qualità e quelli senza o con vincoli. La struttura è molto importante e funziona con scaffalature sovrapposte, cercando di eliminare i rischi e limitando al massimo gli spazi.

La collaborazione per dar vita a serre verticali

La collaborazione tra Enea e aziende specializzate ha creato dei boxXLand che possono generare coltivazione fuori suolo e in maniera verticale, con cicli chiusi. Tutto avviene senza l’utilizzo di insetticidi e con la luce LED, mentre aria e irrigazione sono gestite attraverso un software.

Con questo sistema si potrà creare una riqualificazione di intere aree degradate. Inoltre, si tratta di un progetto che punta alla sostenibilità economica, sociale e ambientale. Questo progetto già era emerso in termini simili nel 2015 a Milano, ottenendo il Seal of excellence con Enea, nell’ambito dell’Expo.