decreto crescita

Secondo l’articolo 7 del Decreto Crescita che recita “Incentivi per la valorizzazione edilizia” che è stato da poco pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, da adesso in poi le imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che comprano fabbricati con lo scopo della demolizione e successiva ricostruzione, per poi rivendere entro 10 anni dovranno pagare l’imposta di registro e l’ipoteca/catasto per un valore massimo di 200 euro ciascuna.

Condizioni da rispettare per usufruire della detrazione

Tutto questo è valido solo nel caso in cui la ricostruzione sia conforme alla normativa antisismica e segua la classe energetica A o B con la possibilità di realizzazione tenendo conto della variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente, ovviamente nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti nel settore.

Qualora le condizioni appena citate non dovessero essere rispettate, le imposte ipotecarie, catastali e di registro dovranno essere pagate nella giusta misura con una sanzione maggioritaria del 30% più ovviamente la mora.

Al momento l’imposta di registro è pari al 9% del valore dell’immobile, aggiunta alle altre si raggiunge un valore complessivo di 100 euro, con il decreto Crescita però la tassazione si riduce a 600 euro con l’agevolazione valida fino al 31 dicembre 2021.

Decreto Crescita, incentivazione acquisti nuovi edifici per imprese

Il nuovo decreto ha l’obiettivo di incentivare la permuta dei vecchi edifici cercando di innovare tutto partendo dalle caratteristiche sismiche ed energetiche avviando un vero e proprio processo di rigenerazione urbana.

Per raggiungere lo scopo di rendere le operazioni di scambio economicamente e qualitativamente valide, il decreto garantisce un regime di tassazione agevolata a tutte le imprese che si rendono disponibili ad acquistare gli interi stabili condominiali applicando le dovute migliorie e reimmettendoli nel mercato.