Pavimenti in resina
Pavimenti in resina

Per trasloco o piacere, molte famiglie si trovano alle prese con la ristrutturazione della propria casa. Tra gli aspetti più importanti, da prendere subito in debita considerazione, c’è la pavimentazione.

Bisogna infatti sapere che in commercio ci sono molti materiali con cui poterla realizzare. Basta semplicemente guardarsi un po’ intorno e avere quel che si dice spirito d’iniziativa.

le caratteristiche dei pavimenti in resina
le caratteristiche dei pavimenti in resina

Quella in legno, anche per via delle antiche origini, è la tipologia principale. Ma, appunto, non è l’unica: marmo e ceramica sono solo due delle tante opzioni oggi disponibili. Nel pezzo che segue tratteremo un’altra categoria, ossia i pavimenti in resina.

Se dovessimo riassumere in tre aggettivi il motivo per cui preferirli diremmo resistenza, longevità e versatilità. Prima di lasciarsi andare all’entusiasmo meglio però esaminare a fondo se rispondono effettivamente alle specifiche esigenze. Nonostante i numerosi punti di forza, hanno ovviamente anche alcune controindicazioni, che ne sconsigliano l’acquisto a una determinata clientela. Nella guida qui presentata tratteremo, dunque, i pro e i contro.

Pavimenti in resina: caratteristiche

Le aziende edilizie propongono di continuo soluzioni innovative per donare un tocco nuovo ad abitazioni e uffici. Come, del resto, in qualsiasi altro settore. Ma le mode talvolta conducono a una “riscoperta” dei prodotti, già a lungo testati. E la resina ne è un perfetto esempio.

Le pavimentazioni in resina vengono impiegate, infatti, da almeno un trentennio. Per realizzazioni o ristrutturazioni di aree industriali si prestano benissimo, dati i vantaggi pratici che apportano. Una superficie impermeabile, esteticamente apprezzabile, facile da pulire e conforme ai più severi standard igienici.

Il limitato spessore – di 2/3 mm circa – rende possibile la posa sopra vecchi pavimenti, senza importanti opere di adeguamento. Ne conseguono tempi di applicazioni rapidi: non occorre infatti dimensionare porte od oggetti vari. Buona resistenza meccanica all’abrasione e agli agenti chimici contraddistingue i pavimenti in metacrilato.

Il pavimento in resina multistrato si sposa benissimo alle zone piuttosto trafficate, quali magazzini e aree di stoccaggio percorsi da muletti ogni giorno. Con evidenti vantaggi sia funzionali che economici. Inoltre, l’assenza di giunti e fughe si traduce in bellissime superfici monolitiche, tenendo alla larga sporcizia e polvere. La resina garantisce di per sé una efficace protezione contro muffe e batteri. Negli anni, le pavimentazioni in resina hanno acquisito reputazione anche per gli ambienti domestici. La versione classica richiama l’effetto estetico del cemento spatolato, ben differente dalle materie prime tipiche in ambito industriale e commerciale. Grazie alla superficie antiscivolo è particolarmente adatta a luoghi di frequente passaggio.

Pavimento in resina: le differenze col pavimento delle piastrelle

A differenza delle piastrelle, le pavimentazioni di resina non hanno fughe. Come, ad esempio, nel caso di piastrelle in ceramica o in cotto, che ne impongono l’utilizzo per la giusta collocazione e la giusta planimetria. Elaborato iter che la resina evita perché il materiale viene applicato con una semplice spatola, in modo da livellare l’impasto.

Pro

Come già puntualizzato in precedenza, l’assenza di fughe e giunture comporta benefici sulla resa finale. Il pavimento in resina può ricoprire supporti preesistenti, ha superficie uniforme e spessore particolarmente contenuto, che garantisce alta conducibilità termica. Ed è compatibile con il sistema radiante del riscaldamento a pavimento. Il design è unico, impossibile da replicare. Personalizzazione ampliata ricorrendo alla colorazione: le soluzioni creative sono pressoché illimitate. Una soluzione congeniale per tagliare notevolmente i costi inerenti ai lavori edili e ottenere, in minor tempo, il pavimento desiderato. La manutenzione richiede sforzo minimo. Qualora la pavimentazione finisca per rovinarsi, sarà possibile riportarla allo stato precedente, evitando qualsiasi rimozione. In quanto materiale atossico, nelle abitazioni è particolarmente adatto per cucine e bagni. Alla pari delle finiture, pure la colorazione è interamente personalizzabile, in base allo specifico stile.

Contro

Ovviamente, non è tutto rose e fiori. Le zone maggiormente soggette a calpestio riportano graffi e segni di usura. Per farvi fronte basterà coprirle con zerbini o tappeti. Le superfici, poco resistenti ai raggi ultravioletti tendono all’ingiallimento. Premesso che è impossibile eluderlo totalmente, si suggerisce di tenerlo sotto controllo con finiture poliuretaniche, più resistenti ai raggi UV. Occhio, poi, alla cromia: meglio i pavimenti di resina color paglia.

Costi

Il costo mediamente ruota attorno ai 30 €/mq, manodopera esclusa. Sul tariffario del servizio dipendono vari fattori: professionalità dell’azienda contattata, esclusività del materiale, personalizzazioni stilistiche, ambiente e così via. Più piccola è la superficie, più il prezzo a mq è maggiore, e viceversa. Indicativamente, si ravvisa convenienza economica per estensioni pari o superiori a 50 mq. Giusto per avere una stima generale, il prezzo parte dai 40 euro circa al mq. In caso di mosaici o altre decorazioni ricercate, la cifra sale anche ai 100 €/mq.

Tipologie di resina

Sul mercato esistono diversi varianti di resina, ognuna indicata per un determinato uso. Ecco quali sono le principali.

Massetto epossidico

Il massetto epossidico si lascia preferire da chi cerca resistenza e durevolezza. Grazie all’elevata resistenza, sia meccanica che all’abrasione, è suggerita per ambienti come industrie meccaniche, chimiche e magazzini ad alto traffico di mezzi. Ok anche per ripristinare pavimentazioni molto usurate e per avallare superfici pendenti. La resina è realizzabile con finitura liscia o antisdrucciolo.

Resina autolivellante

La versatilità costituisce un tratto distintivo della resina autolivellante, in differenti situazioni. Si presta benissimo sia nel ramo industriale sia in quelle superfici che richiedono planarità ottimale (magazzini e corsie per muletti). Idem anche per i luoghi dove occorre massima pulizia e igiene: ospedali, cliniche, negozi di alimentari, … Materiali e bandelle in rame allontanano le cariche elettrostatiche.

Resina cementizia

La resina cementizia, dotata di eccellente resistenza meccanica e all’abrasione, va benissimo soprattutto negli ambienti a elevata movimentazione di carichi. Ma anche in uffici, show room e abitazioni private: le diverse tonalità cromatiche donano raffinatezza.

pavimenti in resina cementizia
pavimenti in resina cementizia

Resina color bianco puro

Gallerie d’arte, musei, set fotografici: il bianco puro produce un ambiente con luce diffusa, che riduce ombre e contrasti. Il forte impatto estetico trasmette eleganza, consigliabile anche in ambito commerciale, valorizzando i prodotti con un buon effetto luminoso.

Tecniche di realizzazione

Accertarsi che i sottofondi siano in buone condizioni. Ossia siano solidi, rigidi e privi di parti in distacco o gravemente deteriorate. L’ideale sarebbero pavimenti in cemento-calcestruzzo, massetti in sabbia-cemento, piastrelle, clinker, etc. Dopodiché si passa alla preparazione vera e propria: macchine pallinatrici o scarificatrici devono rendere la superficie idonea al rivestimento. La tecnica multistrato prevede una miscela di primer, uno o più strati intermedi e uno o più strati di finitura. Tale descrizione appare comunque decisamente semplicistica, poiché i pavimenti in resina industriali comprendono varie tipologie. A distinguerli numerosi fattori: tecniche applicative, spessori, materie prime utilizzate…

Applicazione della resina su superficie

L’applicazione della resina avviene tramite un unico impasto, composto da resina e polimeri, che si solidifica gradatamente. Se una superficie è già presente, andrà a sommarsi, formando una miscela solida e resistente. La resina non riscontra crepature, a patto che il fondo interessato venga correttamente preparato e livellato. Nella fattispecie, vanno analizzati due aspetti: la stagionatura e il grado di umidità. Se il supporto è appena stato realizzato, è fondamentale che si asciughi e stabilizzi completamente. Altrimenti, riporvi sopra uno strato di resina impermeabile provocherebbe una barriera all’umidità, con irrimediabili, danni alla superficie liscia e lucida. Se si vuole applicare una resina impermeabile al valore, l’umidità residua deve essere inferiore al 4%; se permeabile sono ammessi, invece, valori fino al 6-7%. Quando il suolo non appare perfettamente liscio e regolare si può ricorrere ad un tappetino elastico e isolante. Così da tutelare la superficie in resina.

posa dei pavimenti in resina
posa dei pavimenti in resina

Posa dei pavimenti in resina

Qualora il fondo sia già stato trattato con la resina, è comunque fondamentale verificarne le condizioni. In sostanza, se consiste in un suolo in perfetta salute oppure logoro. Nella prima ipotesi sarà sufficiente carteggiare, aspirare la polvere, pulire la superficie e, infine, procedere con l’applicazione del nuovo strato di resina. Diversamente, conviene rimuovere la superficie resinosa mediante pallinatura e carteggiatura. La pallinatura permette di togliere gli inestetismi superficiali del fondo; mentre con la carteggiatura si cancellano vecchi residui di resina, rendendo la superficie più porosa e favorendo l’applicazione del prodotto. Per quest’ultimo si impiegano dischi abrasivi con grana via via più piccola, inserita in normali monospazzole. Rimediare alle eventuali deformità ancora presenti con un rasante o prodotto autolivellante.