Ricognizione avviata per verificare lo stato di salute di opere viarie e dighe; il via è stato dato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per controlli di conservazione e manutenzione, delle strade, delle autostrade e delle dighe.

Le direzioni del Ministero sono state trasmesse in brevissimo tempo ai gestori che devono effettuare i controlli entro breve tempo, documentare le condizioni e segnalare al Ministero l’eventuale esigenza (con priorità bassa, media ed elevata) di interventi che possano ridurre al minimo le condizioni di rischio su qualsiasi infrastruttura.

Subito dopo il crollo del Ponte Morandi, il Presidente del Consiglio Conte, il ministro delle Infrastrutture Toninelli e il CNI (Consiglio Nazionale Ingegneri) durante un vertice hanno preso notevoli decisioni circa gli interventi fondamentali di messa in sicurezza di tutte le infrastrutture italiane che risalgono al dopoguerra.

Ricognizione rischi elevati o controlli di routine?

Ricognizione, interventi di routine o rischi elevati? A rispondere alla domanda è stato l’ingegnere Giovanni Cardinale che ha voluto puntualizzare che gli interventi di messa in sicurezza non vogliono svalutare tutte le strutture che hanno più di 50 anni, nè tanto meno creare allarmismo. I controlli e le verifiche di messa in sicurezza non vogliono dire che tutte le opere risalenti al dopoguerra non solo più utilizzabili.

Bisogna solamente considerare che ogni struttura realizzata negli anni 50/60 con l’utilizzo di qualsivoglia tecnica richiede manutenzione nel tempo a causa del degrado del calcestruzzo e dell’ossidazione.

I controlli richiederanno parecchio tempo, si tratta di un piano ambizioso, ma non impossibile. Intanto il progetto per la prevenzione partirà il 30 settembre e vedrà interessato qualsiasi ponte d’Italia.