Criteri ambientali minimi

Il Ministero dell’Ambiente ha deciso di intervenire nuovamente per chiarire quelli che sono i Criteri Ambientali Minimi che dovrebbero essere seguiti nel momento in cui si effettui un affidamento di servizi di progettazione per i lavori, e anche per tutte le opere di costruzione, di manutenzione e di ristrutturazione per gli edifici pubblici.

Questo perché sono stati indicati differenti casi di applicazione non corretta della normativa da parte delle stazioni appaltanti.

I criteri ambientali minimi nella pratica

I criteri ambientali minimi sono stati inseriti  come elementi essenziali all’interno del Codice Appalti del 2016, nel quale si specifica come tutte le specifiche tecniche e le clausole contrattuali per la realizzazione di edifici e di ristrutturazioni pubbliche dovranno essere inserite nella documentazione di gara.

Inoltre, i differenti criteri progettuali dovranno essere inseriti in un capitolato speciale per l’appalto. Allo stesso tempo, la stazione appaltante avrà la facoltà di inserire, nella documentazione di gara, quelli che saranno uno o più criteri premianti che saranno presenti nel documento CAM.

Criteri ambientali minimi, i progetti devono essere conformi

Sempre il Ministero dell’Ambiente si è occupato di specificare come la stazione appaltante si dovrà occupare di mettere a gara un progetto esecutivo che sia già conforme ai criteri ambientali minimi.

Questo comprende, ad esempio, tutte le definizioni di piani per il controllo dell’erosione e della sedimentazione nel caso in cui ci siano attività di cantiere, oppure i piani per il controllo dei rifiuti e per la valutazione costante dell’inquinamento acustico e della qualità dell’aria sempre durante l’esecuzione dei lavori.