Voucher, lavoro intermittenza
Voucher, lavoro intermittenza

Finalmente dopo mesi di stallo arriva una buona notizia dal mondo del lavoro. Nel primo trimestre 2017 il tasso di occupazione è giunto al 57,6% in crescita rispetto al trimestre antecedente. Considerando però il decennio 2008/2017 il tasso di disoccupazione recupera oltre due punti in percentuale. Affermazioni rilevate da una nota messa a puto dal ministero del lavoro, dall’Inps e dall’Inail.

Nonostante le notizie positive sullo stato dell’occupazione, arriva una news preoccupante che riguarda il tasso di mortalità sui luoghi di lavoro che l’Inail ha appena diffuso. Difatti sono in aumento del 5,9% le denunce rispetto al primo trimestre del 2016. Nel pari periodo le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale sono state 190 contro le 169 dell’analogo trimestre dell’anno precedente. L’Inail spiega che gli incidenti mortali  sono in aumento «dato sfalsato dai gravi incidenti del gennaio 2017 relativi allla valanga sull’albergo di Rigopiano.

Cresce il lavoro dipendente, che segna un +2%, mentre cala lievemente il lavoro indipendente. Per il quarto trimestre cresce ancora il lavoro a tempo determinato. I settore dei servizi trainano il comparto, registrando un aumento maggiore di occupazione  con un +116mila  contro la lieve crescita dell’industria che registra un + 8mila di nuovi posti di lavoro.

Si segnala una tendenza alla crescita della produttività del lavoro. Il numero dei lavoratori a chiamata o intermittenti, dopo anni di progressiva sostanziale riduzione , interrotta solo dal leggero rimbalzo del quarto trimestre 2016, nel primo trimestre 2017 subisce un notevole incremento registrando un+13,1%, anche a seguito di fenomeni di sostituzione rispetto ai voucher.

Resta invece sostanzialmente stabile l’intensità lavorativa misurata come numero medio di giornate retribuite, dieci al mese.

Cresce il lavoro in somministrazione forse a causa del fatto che dal 18 marzo 2017 i voucher non sono stati più posti in vendita a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge che ne ha disposto l’abrogazione.