Edilizia

Edilizia, il comparto edile resta in una situazione non poco preoccuoante in qualunque regione. In realtà fino a qualche mese fa si parlava di ripresa del settore, in atto o comunque in procinto di cambiamenti.

Adesso le cose sembrano essere tornate negative come alle origini. Tutto è partito da una brutta crisi che tra il 2008 e il 2016 ha visto scendere da oltre 14mila a 7.500 il numero degli addetti al settore. Poi c’è stata una leggerissima ripresa che ha permesso alle aziende di recuperare 1000 operai. Pochissimi rispetto a quelli che negli anni hanno perso il lavoro e si sono trovati in situazioni davvero brutte.

Edilizia, dopo la lenta ripresa la ricaduta

Edilizia e ripresa, quando si parlerà di una vera ripresa? La speranza inizia a morire, perchè in genere dopo un brutto periodo si parla di luce, di miglioramenti e invece a causa di irregolarità i lavoratori e le imprese sembrano essere sempre più penalizzati.

Ecco perchè venerdì 15 novembre gli operai scenderanno nelle piazze di tutta Italia chiedendo al governo e non soltanto di riavviare in qualunque modo il settore. Bisognerebbe per esempio mettere in campo politiche che possano investire sulle infrastrutture strategiche.

Messa in sicurezza, pagamento degli stipendi e niente più lavoro nero

Un secondo passo ha a che fare anche con la messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici. Gli enti che hanno maggiore bisogno sono le scuole, che necessitano di  ristrutturazioni e riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica e privata.

La lotta dei sindacati ad ogni modo ha a che fare con il lavoro neo, gli infortuni, l’evasione fiscale e contributiva, il dumping contrattuale, il rilancio delle grandi opere. Gli operai sono stanchi di lavorare senza retribuzione, sono stanchi di lavorare alle condizioni dei capi. Mentre i proprietari di imprese non trovano più alcuna soluzione ed alcun metodo per andare avanti. La situazione si fa sempre più critica.