Edilizia

Edilizia, la crisi non sembra arretrare, i problemi continuano per un settore che tenta la ripresa ma che proprio non ce la fa. Negli ultimi 10 anni chi lavora nell’edilizia ha avuto modo di assistere a varie riprese terminate poi nella tragedia.

Edilizia, i dati dal 2018 ad oggi

Edilizia, alla fine del 2018 si pensava e sperava in un 2019 totalmente diverso ma le aspettative sono state tutte deluse. Per esempio a Genova ben 60 imprese hanno scelto di chiudure, tra fallimenti e cessione di attività, non c’era scelta.

Di conseguenza a causa di queste deicisioni drastiche ma necessarie, gli operai sono stati licenziati e si sono ridotti di 82 unità. Dal 2009 a oggi, c’è stata una brutta riduzione del 26%, con la chiudura di 730 imprese su 2.300.

Che dire, il bilancio finale è stato spaventoso ma non è ancora finita così, anzi si continua a perdere. Bisogna fermarsi e chiedersi: se l’edilizia ha perso la bellezza di 60 imprese e 82 lavoratori, cosa vuol dire?

Che ad oggi il settore non ha molte speranze, gli addetti ai lavori spesso preferiscono mollare perchè sanno che in un modo o nell’altro si ritroveranno o prima o dopo a cercare lavoro. Ecco che molti preferiscono invertire la rotta. Non c’è scelta, si deve pensare a dare l’avvio ai cantieri che sono tra l’altro stati già finanziati.

Prese di posizione, decisioni dure contro il dissesto

E’ necessaria una presa di posizione, prendere importanti decisioni in merito, bisogna lottare duro per dare una risposta al dissesto e far ripartire i lavori. E’ importante per esempio lanciare un appello ai politici che possono cercare perlomeno di risollevare la situazione, se non risolverla del tutto.

Vedremo come il tutto andrà a finire, anche se al momento le prospettive non sono assolutamente buone.